Mentre su questo blog sono spuntate un po’ di erbacce che, da improvvisati giardinieri, ci ripromettiamo di strappare (e questo post è già un primo tentativo), gli aggiornamenti di Z.t.l. proseguono, anche se non si vede. A causa di qualche problema tecnico di cui non veniamo a capo solo perché non abbiamo il tempo necessario per risolverlo, gli aggiornamenti non finisco più in home page né sul blog.
Quindi in tanti non si saranno resi conto che il viaggio nel trash musicale degli anni ‘80 è continuato in una seconda puntata… tutta da gustare!
Certo, non stiamo pubblicando spesso cose nuove, ma tutta la redazione, sempre più sparpagliata geograficamente e sempre più fluttuante è dedita prevalentemente alle proprie vite oltre la rete: priorità, precarietà, sopravvivenze.
E mentre Dreamhost mi ha fatto pagare per errore due volte l’hosting di questo sito, scusandosi e dando la colpa a un dito ciccione, speriamo che il 2008 sia per Z.t.l. un anno di ripresa, con nuove energie e nuove idee e magari anche con qualche cambiamento nella gestione e nella grafica…
Z.t.l. aggiorna, più o meno, e ovviamente supporta i suoi artisti: domani sera alle 21 nei locali di OFF!CINE (Via del Pigneto 215, Roma) il vernissage della mostra di Giampaolo Ursino, che resterà aperta fino al 18, all’interno della rassegna Scatole Bianche. Ci sarà un reading di Andrea Appetito e il dj set di Luca Collepiccolo. Io, tra lavoro e cose da scrivere, ci sarò, a inaugurare un fine settimana lungo di lavoro, scadenze e appuntamenti che si concluderanno sabato sera con il concerto degli Okkervil River al Circolo degli Artisti.
Amore, destino e natura in una storia di fine ‘800 capace di rivelare tanto e di far innamorare ancora oggi…
continua…
Riprendiamo gli aggiornamenti dopo la lunga pausa estiva con una piccola eccezione: questo articolo, che parla di Zero. Perché la versione ufficiale sull’11/9 è un falso, è stato pubblicato nell’ultimo numero di Sette sere. Una lettura importante, necessaria, per capire il presente in cui siamo immersi.
continua…
…Z.t.l. sta funzionando: gli aggiornamenti non sono proprio ravvicinati, ma materiale ne abbiamo, i problemi tecnici non sono proprio risolti, ma ci stiamo lavorando (che ci sono questioni logistiche che al momento stanno in primo piano), nuovi collaboratori si stanno unendo alla redazione originaria, sempre più fluttuante e geograficamente sparpagliata su tutta Italia e sempre più latitante.
Insomma, in qualche modo e nonostante tutto, siamo ancora qua. E continueremo, eh.
Novità nelle nostre Mappe, in particolare nella pagina dell’ultimo artista che abbiamo inserito nella galleria virtuale: abbiamo infatti aggiunto alcune tele di Giampaolo Ursino, che negli ultimi tempi sta sperimentando nuovi materiali ottenendo risultati interessanti soprattutto per quel che riguarda la resa dei colori. Date un’occhiata!
Z.t.l. continua a latitare, lo vedete anche voi. Nonostante aggiornamenti fermi, le visite negli ultimi giorni sono aumentate. Ohibò, mi sono detto. Pensa se aggiorniamo!
In realtà ci vorrà ancora un po’ di tempo, per mettere ordine qua in redazione.
Che c’è chi si trasferisce al nord Italia, c’è chi sta per partire per il nord Europa, c’è chi cerca casa e chi vuole vendere tutto e cambiare città, qualcuno è perso in geografie al momento non mappate, ma attiveremo i satellitari, sperando che siano utili.
Mentre questo è un appello a tutte voi, penne di buona volontà ed estro: Z.t.l. cerca nuovi redattori, gente che abbia voglia di scrivere di letteratura, cinema, musica, teatro, internet, arte. Persone che abbiano qualcosa da dire, che guardino alla realtà con attenzione critica senza perdere lo stupore.
Se questa descrizione vi corrisponde, non esitate: fatevi avanti, scriveteci, mandateci i vostri pezzi e le vostre idee.
Non possiamo offrirvi nemmeno un euro di compenso, ma la gloria, uh! be’, la gloria: quella sì!
Il caldo qua a Roma è arrivato solo alla fine di un agosto decisamente strano. L’ultimo l’avevo passato lavorando, quest’anno invece è scivolato via scrivendo e preparando il mio nuovo blog: si chiama Festina lente, è vivo da un paio di giorni. Fateci un salto, se vi va.
Quanto a Z.t.l., visto che è ancora piuttosto caldo, aspettiamo ancora un po’ prima di tornare.
Aggiornamenti e materiali sono in lavorazione.
Per tutti quelli che ci hanno scritto e non hanno ancora avuto risposta: abbiate pazienza, ce la faremo.
Per la redazione fluttuante vacanziera dormiente: questa è una chiamata ufficiale, fatevi sentire!
Pensando a “Black Sheep Boy” non verrebbe certo da definire estivi gli Okkervil River, è vero, e non che “The stage names” sia un disco del tutto leggero: però il nuovo album ha portato la band americana in una direzione di maggiore apertura verso certe costruzioni rock, verso certe melodie.
E quindi c’è come una leggerezza, quella di Calvino.
Nelle parole dello stesso Will Sheff, intervistato da Ondarock, questa idea suona (anche) così:
“The Stage Names” è un disco da party, ma un serio disco da party… come una notte di bevute, ma di serie bevute. L’idea che sta dietro a “The Stage Names” è che ci stiamo divertendo, ma è un serio divertimento…
Un bellissimo ascolto, che ti entra dentro un poco alla volta, perfetto per questi giorni di (quasi) riposo e preparazione per settembre…
Una domenica mattina di inizio agosto, che uno si alza intorno alle 14 (“Damn! Oversleeping again!” Anche se poi si guarda l’ora a cui si va a dormire…) e mentre sgranocchia fette biscottate va su Repubblica.it per aggiornarsi su cosa succede nel mondo e torna per la seconda volta in pochi giorni a rimpiangere la direzione di Eugenio Scalfari.
Che uno dice: “altri tempi davvero”. Ecco, sì. Oggi firma un pezzo, “Ahi Costantin di quanto mal fu madre”, che parla degli italiani, della democrazia e del Vaticano. Un’analisi lucida e impeccabile. Che si chiude così:
Perciò sperare che la democrazia possa diventare l’”habitus” degli italiani è arduo. Gli italiani non sono cristiani, sono cattolici anche se irreligiosi. Questo fa la differenza.
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