Crepuscoli/18: La rabbia giovane
Un regista di culto, un film poetico e violento per una nuova tappa nelle zone d’ombra del crepuscolo. Azione e ribellione, ansia e desiderio e le domande (senza risposta) sul senso dell’agire umano
Crepuscoli/18: La rabbia giovaneUn regista di culto, un film poetico e violento per una nuova tappa nelle zone d’ombra del crepuscolo. Azione e ribellione, ansia e desiderio e le domande (senza risposta) sul senso dell’agire umano Una risposta a “Crepuscoli/18: La rabbia giovane”Lascia un Commento |
Con molto ritardo ho rimediato alla mia mancanza e ho visto “La rabbia Giovane”. Devo ammettere che la definizione di favola violenta è molto azzeccata. L’atmosfera è davvero quella di una fiaba e la violenza ci si cala dentro senza scomporre questo mood, questa sensibilità narrativa.
Un film del genere non poteva che essere girato negli anni ’70: adesso sarebbe impossibile, la brutalità e volgarità della violenza delle immagini a cui siamo abituati avrebbe richiesto un suo tributo ben più pesante al girato.
Pensavo a Natural Born Killers, anche questo storia di fuga, ma molto più efferata, sboccata, sanguinolenta. Certo, altra situazione, altra storia…
La poesia dell’innocenza che sceglie di sporcarsi fino alle conseguenze finali come potrebbe essere resa in modo migliore, oggi, di quanto non abbia fato Malick nel ’73?