Ecco. Che domani è già luglio, pensavo io. E che in riviera romagnola c’è anche la Notte rosa. Che Naima mi ha detto che a Ferrara c’è una serata di drum’n'bass, ma non è che mi abbia saputo spiegare bene dove (anzi: se qualcuno ne sa qualcosa, ci sono i commenti: io ho un nome, “le piscine” e un’indicazione, vicino alle mura). Che fortuna che qua a lavoro l’aria è condizionata, che se no io non so mica se riuscirei a continuare l’editing del libro che da un po’ di giorni (troppi) mi danna. Che devo scrivere un articolo per Fernandel. Pensavo anche. Che si dorme sempre troppo poco, ma ormai ci s’è fatta l’abitudine, mi sa. Che stasera gioca anche l’Italia, che farà schifo come sempre e che sarebbe ora che invece di giocare a calcio li mandassero a vangare. Che nel frattempo leggo Granieri che scrive di identità in rete. Che alla mia identità, “frammentata e disseminata”, tocca rientrare in Romagna, in serata, per questioni logistiche. Che anche seguire Z.t.l. fa caldo e quindi, tra poco, ci prenderemo un po’ di vacanza. Ecco.
Per la puntata (che se ci metti un punto esclamativo sempre un’imprecazione un po’ farlocca) in onda questa settimana sulle frequenze del network inconsapevole, Magazzeno bis si è fermato all’Idroscalo di Milano per il Mi Ami 2006.
Dalla privilegiata postazione sita nei cessi del Circolo Magnolia, Michele e gli altri della Trovarobato intrattengono l’etere e le nostre orecchie con ospiti (parlanti e suonanti) come Cesare Basile, Federico Fiumani, Moltheni, Yuppi Flu, Giardini di Mirò, Miss Violetta Beauregard, Bob Corn, Alessandro Grazian, I Cosi.
Vi basta per vincere il caldo?
Lo dico da tempo con gli amici senza essere ascoltato, forse perché non ho mai trovato il tempo e il modo di rendere esattamente come stanno le cose. Ecco un articolo in italiano che spiega bene la situazione: un buon motivo per non usare skype. Ed è un ottimo motivo.
Update: ne ha parlato anche Punto informatico.
Estate, tempo di libri, nuovi e riscoperti. E di libri ultimamente parliamo molto, che per il cinema è il periodo delle arene e per la musica di concerti e festival. Noi rileggiamo un Benni di qualche anno fa, forse stupendoci dell’attualità delle sue riflessioni narrative
continua…
Si vocifera che il nuovo film di Kim Ki-duk uscirà in Italia a fine agosto.
“Time”, questo il titolo, vede come protagonisti Sung Hyun-Ah e Ha Jung-Woo e narra la storia di una donna che non esita ad andare sotto i ferri del chirurgo plastico pur di impedire che il suo rapporto con l’uomo che ama svanisca lentamente.
Da più parti si vocifera che il regista coreano abbia cambiato registro e che dunque quest’ultima fatica potrebbe dimostrarsi meno poetica del solito …
Qui, il trailer.
Uno dei più interessanti cartoon giapponesi degli anni ’70 ( trasmesso in Italia solo nei primi anni ’80) approda finalmente (?) anche da noi nella sua trasposizione cinematografica: trattasi nientemeno che di “Kyashan, il ragazzo androide”.
Diretto da Kazuaki Kiriya e intitolato per l’occasione “Kyashan-La rinascita”, il film, uscito in Giappone nel 2004 (esiste infatti già una versione in Dvd), dovrebbe fare il suo debutto nelle nostre sale cinematografiche il 14 Luglio.
Nella pellicola il mondo è devastato da guerre biologiche, chimiche e nucleari; il genere umano rischia l’estinzione e il dottor Azuma inventa così un mutante in grado di resistere e con il quale cerca di trovare cure per le malattie.
Ma la nuova razza si ribella e dichiara guerra.
Ecco il trailer.
Mentre Repubblica intervista David Foster Wallace (e Loredana Lipperini ne riprende un paio di risposte) in occasione dell’uscita di Considera l’aragosta, la notizia che più ci fa dire: “mhh?! ..h!?… !!?!” è questa:
David Foster Wallace è nato nel 1962 a Urbana, nell’Illinois. Tra i suoi libri Einaudi Stile libero ha pubblicato Brevi interviste con uomini schifosi e Oblio. È anche autore dei romanzi Infinite Jest (di prossima ripubblicazione in questa collana)
Einaudi ripubblica quindi Infinite Jest? Sarà una nuova traduzione? Se sì, chi affronterà la fatica che già fu di Edoardo Nesi per l’edizione Fandango? E ancora – e soprattutto – perché?
“Una angoscia inespressa tormenta gli spiriti più avvertiti. Fra pochi giorni – il 25 e 26 giugno – siamo chiamati a votare sulla Costituzione, ma l’appuntamento sembra avvicinarsi nella distrazione e nella stanchezza politica degli italiani. Pochi i manifesti sui muri, dove dominano, peraltro, i Sì berlusconiani, grazie anche a una dovizia inesauribile di mezzi; pochi i comizi; deludenti e noiosi i dibattiti e gli spot in tv.
I partiti o, meglio, i “padroni delle liste”, così accaniti durante la campagna elettorale e poi, nell’ultimo mese, rabbiosamente impegnati nella spartizione di poltrone, poltroncine e sedie aggiunte, deleghe “spacchettate” e quant’altro, dedicano queste ore soprattutto a opere di consolazione degli afflitti, alias di quanti, per l’uno o l’altro motivo, si son visti esclusi dalla prima scelta parlamentare o ministeriale. Si moltiplicano le promesse, fatte balenare magari a più d’uno, per le cariche di sottogoverno. Il voto del 25-26 viene dopo, quasi si trattasse di un altro referendum sulla caccia.
Si distinguono, per contro, per il loro impegno i valenti giuristi del Comitato “Salviamo la Costituzione”, gli intellettuali del movimento “Libertà e Giustizia” ed alcune personalità politiche consapevoli della posta in gioco (…)
I modelli federali esistenti – in primo luogo il tedesco e l’americano – non mettono certamente in gioco l’unità della Nazione. Nella Costituzione germanica, ad esempio, c’è solo l’elenco delle competenze esclusive dello Stato, mentre la facoltà dei laender di legiferare sul resto è temperata dalla possibilità del Parlamento di intervenire quando lo reputa necessario per garantire l’unità giuridica ed economica del Paese o l’eguaglianza dei cittadini. Negli Stati Uniti fin dall’800 la Corte Suprema legifera imponendo la “supremacy clause”, la clausola di supremazia che supera ogni istanza federale. La stessa filosofia ispira la pienezza legislativa del Congresso.
La devoluzione leghista che si vorrebbe approvare è tesa, invece, a strappare allo Stato, affidandoli alle Regioni, diritti esclusivi di legislazione. Qui è la miccia dell’esplosione dell’unità nazionale.
Si dice – ed è già gravissimo – che la minaccia riguarderebbe solo tre settori: la sanità, la scuola e la polizia regionale. (…)
Ma , oltre a ciò, la costituzione berlusconian-leghista affida alla competenza esclusiva della legislazione regionale tutte quelle materie che non siano espressamente riservate allo Stato. (…)
Non ci sarebbe spazio per quasi nessuna politica nazionale (…)
Sotto un profilo più generale la Carta del 1947 risulterebbe praticamente semicancellata con 53 articoli annullati o riscritti e la prima parte, apparentemente salva ma sostanzialmente insidiata. Quel che è peggio sta passando nella mentalità corrente l’idea che la Costituzione sia una legge come tutte le altre, sì che ogni maggioranza, vieppiù in un sistema di alternanza, può, di volta in volta, scomporla e ricomporla a seconda delle sue specifiche aspirazioni, convenienze tattiche, contingenze impreviste. Di qui la tendenza ad accompagnare l’alternanza elettorale alla dittatura della maggioranza che si sente officiata a tutto occupare e tutto stravolgere, proprio in contrapposizione al costituzionalismo moderno, imperniato sulla definizione dei limiti e alla separazione dei singoli poteri istituzionali così da garantire diritti e regole comuni per tutti i cittadini.
Qui sta, appunto, il significato fondamentale della Costituzione oggi in pericolo: una tavola, elaborata in una stagione di alta temperie delle forze politiche, che dai cattolici ai comunisti, dai liberali ai socialisti seppero definire valori e principi capaci di assicurare la convivenza civile degli italiani in anni, dal ’47 ad oggi, attraversati da un epocale scontro di civiltà, da guerre, da lotte sociali e politiche asperrime, da sconvolgimenti economici e sociali profondissimi, senza che mai venissero meno le garanzie di democrazia e di libertà, la correttezza istituzionale, la possibilità di introdurre nuovi diritti prima inediti (dalla salute al divorzio, dal codice di famiglia all’aborto). (…)”
Tratto da “L’illusione di aver già vinto la battaglia sulla Costituzione”, scritto da Mario Pirani e pubblicato su “la Repubblica” del 15 giugno 2006.
Implacabile come ogni anno, scoppiettante come il delirio di un piccolo paese attraversato dalla via Emilia, geniale come la solidarietà.
E ancora: ubriaco di buona birra e sazio di pizza genuina e gelato.
Di più: musica, arte e divagazioni.
Torna il Portofranko!.
Dal 21 (cioè domani, tipo) al 24 giugno al Prato della FIlippina di Castelbolognese (RA): concerti, artisti, tanta birra, ottima pizza e soprattutto una raccolta fondi il cui ricavato andrà a Emergency.
A fare tutto questo sono i ragazzi dell’Associazione culturale Portofranko, che fatto tutto aggratis e ogni anno sono più ambiziosi.
Noi, purtroppo, come Z.t.l. – con i nostri artisti e il nostro (uh!) merchandising – non ci saremo: ragioni logistiche ed energetiche (e pure lavorative, va’, che mi sembra giusto sottolinearlo), però ci passeremo, brinderemo… e brinderemo e poi, suppongo, brinderemo ancora!
Non perdetevi sulla via Emilia, fermatevi tra Imola e Faenza per l’evento più mirabolante del mese di giugno. Dalle 19 o giù di lì, da domani a sabato!
Che noi sembra che lo si dica così, ma se lo diciamo così è perché è così. Senza aggiungere il ricordo dei calcetti notturni…
Dopo aver riflettuto sulla figura di Death, torniamo sulle creazioni di Gaiman con un percorso (originariamente apparso qui) che da The Books of Magic arriva fino a… Harry Potter, tra magia, iniziazione e miti
continua…
Prende il via il 21 giugno Itinerario stabile 2006, Festival itinerante/stabile di musica, d’innovazione e di contaminazione, alla sua seconda edizione, che per cinque giorni porterà musica e arte per le strade di Cesena.
Il programma è fitto di eventi, concerti e curiosità: proprio il 21 quei mattacchioni della Trovarobato registreranno la puntata di Magazzeno bis all’interno dell’Officina 49 (via Roncofreddo, 49). Ospite della puntata, Bugo.
Il festival si chiude il 25 giugno, con il concerto di Steve Piccolo e Gak Sato, affiancati dagli Aidoru e dallo staff di Magazzeno bis.
Per il programma completo della manifestazione: itinerariofestival.it.
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