Blogging is blogging (is blogging. And I’m tired)
Il discorso alla fine è sempre lo stesso, già: si tratta di aggiornare. Che poi i giorni passano e ci s’incasina giusto quel tanto che poi uno fa fatica a recuperare. Di cosa sto parlando? Newsletter? Strisce? Webzine?
Ma il problema alla fine è sempre quello, sì: si tratta di (troppo) lavorare. Che poi se si lavorasse guadagnando a sufficienza magari uno poi le energie non le sentirebbe buttate un po’ al vento.
A questo punto, poche certezze:
1. un bicchiere di Marzemino;
2. un weekend di lavoro davanti;
3. due partiti che muoiono (il che mi sarebbe anche un po’ una soddisfazione) per far nascere un aborto;
4. dovrei seguire di più questa webzine (e questo blog);
5. dopo più di 24 ore quasi ininterrotte di pc, il mio polso destro rischia di entrare nel tunnel (carpale);
e, infine:
6. se alle primarie lo avessero presentato, ci sarei andato a votare e avrei votato Topo Gigio.
Così il governo adesso mi strapazzerebbe di coccole invece di sfrangermi le balle.
Le foto di
Un paio di giorni fa abbiamo pubblicato in 