Mentre su questo blog sono spuntate un po’ di erbacce che, da improvvisati giardinieri, ci ripromettiamo di strappare (e questo post è già un primo tentativo), gli aggiornamenti di Z.t.l. proseguono, anche se non si vede. A causa di qualche problema tecnico di cui non veniamo a capo solo perché non abbiamo il tempo necessario per risolverlo, gli aggiornamenti non finisco più in home page né sul blog.
Quindi in tanti non si saranno resi conto che il viaggio nel trash musicale degli anni ‘80 è continuato in una seconda puntata… tutta da gustare!
Certo, non stiamo pubblicando spesso cose nuove, ma tutta la redazione, sempre più sparpagliata geograficamente e sempre più fluttuante è dedita prevalentemente alle proprie vite oltre la rete: priorità, precarietà, sopravvivenze.
E mentre Dreamhost mi ha fatto pagare per errore due volte l’hosting di questo sito, scusandosi e dando la colpa a un dito ciccione, speriamo che il 2008 sia per Z.t.l. un anno di ripresa, con nuove energie e nuove idee e magari anche con qualche cambiamento nella gestione e nella grafica…
…Z.t.l. sta funzionando: gli aggiornamenti non sono proprio ravvicinati, ma materiale ne abbiamo, i problemi tecnici non sono proprio risolti, ma ci stiamo lavorando (che ci sono questioni logistiche che al momento stanno in primo piano), nuovi collaboratori si stanno unendo alla redazione originaria, sempre più fluttuante e geograficamente sparpagliata su tutta Italia e sempre più latitante.
Insomma, in qualche modo e nonostante tutto, siamo ancora qua. E continueremo, eh.
Z.t.l. continua a latitare, lo vedete anche voi. Nonostante aggiornamenti fermi, le visite negli ultimi giorni sono aumentate. Ohibò, mi sono detto. Pensa se aggiorniamo!
In realtà ci vorrà ancora un po’ di tempo, per mettere ordine qua in redazione.
Che c’è chi si trasferisce al nord Italia, c’è chi sta per partire per il nord Europa, c’è chi cerca casa e chi vuole vendere tutto e cambiare città, qualcuno è perso in geografie al momento non mappate, ma attiveremo i satellitari, sperando che siano utili.
Mentre questo è un appello a tutte voi, penne di buona volontà ed estro: Z.t.l. cerca nuovi redattori, gente che abbia voglia di scrivere di letteratura, cinema, musica, teatro, internet, arte. Persone che abbiano qualcosa da dire, che guardino alla realtà con attenzione critica senza perdere lo stupore.
Se questa descrizione vi corrisponde, non esitate: fatevi avanti, scriveteci, mandateci i vostri pezzi e le vostre idee.
Non possiamo offrirvi nemmeno un euro di compenso, ma la gloria, uh! be’, la gloria: quella sì!
Il caldo qua a Roma è arrivato solo alla fine di un agosto decisamente strano. L’ultimo l’avevo passato lavorando, quest’anno invece è scivolato via scrivendo e preparando il mio nuovo blog: si chiama Festina lente, è vivo da un paio di giorni. Fateci un salto, se vi va.
Quanto a Z.t.l., visto che è ancora piuttosto caldo, aspettiamo ancora un po’ prima di tornare.
Aggiornamenti e materiali sono in lavorazione.
Per tutti quelli che ci hanno scritto e non hanno ancora avuto risposta: abbiate pazienza, ce la faremo.
Per la redazione fluttuante vacanziera dormiente: questa è una chiamata ufficiale, fatevi sentire!
Da circa 24 ore sono di nuovo nella mia casetta romana, dopo la parentesi romagnola fatta di albe e parole, km in bici, bevute e concerti (memorabile giovedì scorso Cristina D’Avena con i Gem Boy e gli spettacolari Musicanti di San Crispino! Grande Franz!).
Z.t.l. raccoglie spunti, materiale e contatti per ripartire verso l’autunno, io ho cominciato a collaborare a Booksblog.it, sono accreditato per la 64esima Mostra del Cinema di Venezia e ho or ora finito di leggere Ti prendo e ti porto via di Ammaniti, che non mi ha convinto.
Nel frattempo, alcuni di quelli che stanno ancora in Romagna, stasera vanno a sentire gli Offlaga Disco Pax all’Hana-Bi. Aprono il concerto, come scriveva Inkiostro, i Don Turbolento, che sembrano decisamente interessanti.
E il manifesto oggi costa 5 euro, mannaggia a loro!
Ecco. Lo sapevo. Ci stiamo talmente due-punto-zero-izzando che, come scrive Timo, non bastano tutti i siti di social networking (a frammentare e ricreare le nostre identità, aggiungo io) e non basta nemmeno aver avuto un blog stagistico nel lontano 2003 con Fatakarabina né averne avuto uno fantasma l’anno scorso per la durata di qualche mese.
No: ho appena compiuto 29 anni, sono diventato grande e voglio un blog serio e nuovo.
A questo punto, come ogni volta, l’atroce dilemma: su che piattaforma?
Sto spulciando Wordpress e Blogger, ho dato un’occhiata a Typepad, Splinder non mi ci sono mai trovato benissimo…
Necessità: possibilmente gratuito e ben personalizzabile e widgettabile (mi accontento di poco, in fondo).
Mi rimetto dunque ai vostri consigli e suggerimenti, con tutti i pro e i contro di ogni singolo caso.
E magari pure qualche perché.
Il lavoro rallenta (latita?), tra un paio di giorni rientrerò nella mia cittadina natale per prendermi una pausa dalla capitale, rivedere un po’ di amici e la mia splendida Ira, sudare chilometri in mountain bike.
Intanto qua fa caldo, i giorni scorrono lentamente, l’estate si fa così… malinconica: grazie a Polaroid per la segnalazione della colonna sonora perfetta per queste giornate, il Summer Sampler 2007 che la Labrador ha reso disponibile per il download gratuito.
Pop, elettroniche leggere, la testa leggermente tra le nuvole con quella malinconia che sa di sorriso, evocativa al punto giusto da farti pensare a un altrove che forse è già un po’ qui.
Se poi penso che sabato 28 riuscirò ad andare a vedere gli I’m from Barcelona all’Hana-Bi, ecco, sono quasi felice.
Che in realtà il concetto di vacanza nella precarietà rimane sempre piuttosto ambiguo e vagamente astratto. Io non sono in vacanza, io non sto effettivamente lavorando (quasi), non sono disoccupato ma nemmeno ho un contratto (almeno non per il lavoro che attualmente mi impegna di più). (“Non studio non lavoro non guardo la tv non vado al cinema non faccio sport”?)
Se ne potrebbe parlare a lungo ma facciamo di no.
Z.t.l. va ufficialmente in vacanza, ché ufficiosamente c’era già da un paio di settimane. Non ce ne vogliate.
Che ci sono anche un po’ di cose a cui pensare per l’autunno o che in autunno succederanno (tra cui, ghiotta – e felice, per me – anticipazione, le mie prime due uscite letterarie per altrettante antologie per altrettanti editori!) e quindi dobbiamo concentrare idee ed energie.
Questo blog ovviamente continuerà con la sua aperiodicità a raccontarvi quanto accade a noi e qua e là, nel mondo, dove passiamo e dove curiosiamo.
“Tutto il resto è desistenza”.
Il discorso alla fine è sempre lo stesso, già: si tratta di aggiornare. Che poi i giorni passano e ci s’incasina giusto quel tanto che poi uno fa fatica a recuperare. Di cosa sto parlando? Newsletter? Strisce? Webzine?
Ma il problema alla fine è sempre quello, sì: si tratta di (troppo) lavorare. Che poi se si lavorasse guadagnando a sufficienza magari uno poi le energie non le sentirebbe buttate un po’ al vento.
A questo punto, poche certezze:
1. un bicchiere di Marzemino;
2. un weekend di lavoro davanti;
3. due partiti che muoiono (il che mi sarebbe anche un po’ una soddisfazione) per far nascere un aborto;
4. dovrei seguire di più questa webzine (e questo blog);
5. dopo più di 24 ore quasi ininterrotte di pc, il mio polso destro rischia di entrare nel tunnel (carpale);
e, infine:
6. se alle primarie lo avessero presentato, ci sarei andato a votare e avrei votato Topo Gigio.
Così il governo adesso mi strapazzerebbe di coccole invece di sfrangermi le balle.
…il sub-cap devia sul blog, perché il tempo è poco, il lavoro tanto e la tecnologia… eh, la tecnologia.
Mentre il nostro fido webmaster nei ritagli di tempo ritaglia via pezzetti superflui di codice nella gestione del sito, accrocchiando e scrocchiando, io scribacchio qualche riga qua, che mi sembra doveroso, visto che tra pause natalizie e iperlavoro alla fine la newsletter è poco più di un mese che non la mandiamo. Perdono! Ci cospargiamo il capo di cenere e vediamo come possiamo rimediare.
Forse dicendovi che stiamo aspettando novità dal nostro vignettista preferito?
Forse segnalandovi questo Pong in versione testuale (via Inkiostro)?
Forse. Forse no.
Ok, allora vi dico anche questo: è cominciato il tour dei Giardini di Mirò, che presentano il nuovo disco, Dividing Opinions, stasera al New Age di Roncade (Tv) e domani sera al Circolo degli artisti di Roma (aggiungo anche io ci andrò, dato che al momento sono nella capitale per lavoro).
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