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Sport?

Italiche lamentazioni | by kzk | martedì 26 giugno 2007 - 18:58

Pensavo. Che se adesso il tango e il valzer sono sport a tutti gli effetti, il Coni potrebbe considerare un’altra attività agonistica come disciplina sportiva: l’invio del curriculum. Riserve di centinaia di migliaia di precari sono già perfettamente allenate. Magari potrebbe essere la svolta. Magari, eh.

E non chiamateci antipolitici!

Italiche lamentazioni,Permessi temporanei | by kzk | martedì 19 giugno 2007 - 21:39

Appello a quel che resta della politica, di Giorgio Santelli, da Articolo21. In questo post alcune citazioni, parole che andrebbero incise sulla fronte di chi siede in Parlamento, tanto per cominciare. Tutto il testo, qui.

Siamo i figli dello sviluppo economico. Ci hanno sempre detto che le nostre sono le generazioni fortunate, quelle che non hanno dovuto lottare per raggiungere i diritti che prima non c’erano. Ma oggi, questa generazione impegnata, vive nell’epoca dei diritti acquisiti che valgono per chi è nato prima di noi ma non per noi. E non varranno nemmeno per i nostri figli. Da figli dei diritti siamo diventati cittadini del precariato, siamo nuova classe di sottoproletari che non possiamo nemmeno pensare ad un figlio perché costa e perché non abbiamo maternità o paternità o perché, quando siamo donne, ci dicono che sarebbe meglio per un po’ non pensare a metter su famiglia.

E ancora:

Abbiamo una classe dirigente politica – ma anche finanziaria, economica – che fa invidia all’Unione Sovietica Brezneviana. Il gruppo dei 45 che dovrà lavorare alla fondazione del Partito Democratico ha un’età media superiore ai vecchi prepensionati della Fiat.

Non è ancora finita:

I giovani precari stanno sui 118, nella Croce Rossa, in Emergency o nella protezione civile. Accompagniamo gli anziani e i disabili con la Caritas, facciamo i giornalisti di frontiera a due euro al pezzo, siamo la spina dorsale e la manovalanza di un sistema che non ci garantisce. Badiamo al sistema universitario con i ricercatori pagati quanto le badanti.

Cosa stiamo aspettando ancora?

“Non siamo mica patate!”

Italiche lamentazioni | by kzk | mercoledì 23 maggio 2007 - 18:40

Che sull’autobus se ne sentono un po’ di tutte. Quella del titolo è di una signorina “a modo”, di quelle che parlano male, al telefono e ad alta voce, della persona che sta a un metro da loro (cioè l’autista del 40, in questo caso) per fare in modo che li sentano, ma senza avere il coraggio per un confronto diretto.
Una signorina di quelle che magari sarebbe anche meglio, se fosse una patata (il tubero!), libera da cafonaggine allo stato brado.
Che poi io gli autisti dell’Atac li capisco anche un po’, che guidare a Roma non è mica cosa da niente. Io, poi, mi sono sempre trovato peggio con quelli di Bologna, ma questa è un’altra storia.
E alla signorina, magari, la prossima volta: due passi a piedi. Che le fanno bene alla linea. E al cervello.

(Quanto a me, stasera mi consolo da stipendi decurtati di un terzo prima ancora di arrivare in tasca e altre amenità con il concerto della Kocani Orkestar a Piazza Vittorio. E un paio di drink.)

Blogging is blogging (is blogging. And I’m tired)

Il discorso alla fine è sempre lo stesso, già: si tratta di aggiornare. Che poi i giorni passano e ci s’incasina giusto quel tanto che poi uno fa fatica a recuperare. Di cosa sto parlando? Newsletter? Strisce? Webzine?
Ma il problema alla fine è sempre quello, sì: si tratta di (troppo) lavorare. Che poi se si lavorasse guadagnando a sufficienza magari uno poi le energie non le sentirebbe buttate un po’ al vento.
A questo punto, poche certezze:
1. un bicchiere di Marzemino;
2. un weekend di lavoro davanti;
3. due partiti che muoiono (il che mi sarebbe anche un po’ una soddisfazione) per far nascere un aborto;
4. dovrei seguire di più questa webzine (e questo blog);
5. dopo più di 24 ore quasi ininterrotte di pc, il mio polso destro rischia di entrare nel tunnel (carpale);
e, infine:
6. se alle primarie lo avessero presentato, ci sarei andato a votare e avrei votato Topo Gigio.
Così il governo adesso mi strapazzerebbe di coccole invece di sfrangermi le balle.

L’Italia spiegata a mio nonno

Italiche lamentazioni,Permessi temporanei | by kzk | martedì 6 marzo 2007 - 01:02

Precarietà = Sofferenza Dovete leggerlo, assolutamente. Questo libro, scritto da Federico Mello e pubblicato in pdf e liberamente distribuito.
Perché?
Perché mette insieme una serie di dati fondamentali sulla situazione di questo paese e ci spiega chiaramente perché stiamo andando in vacca e lo stiamo facendo sempre più velocemente.
Perché dice le cose come stanno sulla precarietà, da dentro.
Perché dice senza mezzi termini che la legge Biagi è una porcata indegna (e, aggiungo io: ci hanno impedito di lottare contro di essa strumentalizzando vigliaccamente un altrettanto vigliacco assassinio).
Perché dice che siamo un paese in mano a una classe dirigente e politica vecchia, che non ha la più pallida idea di quello che succede nel paese reale, con i suoi culi ottuagenari saldamente attaccati alle poltrone da politicanti a tempo indeterminato e pensioni d’oro.
Perché dice che se da giovani ci sbattiamo nella precarietà, quando saremo vecchi sarà ancora peggio.
Perché se non rivoltiamo tutto per aria, qua, non solo non ci sarà più il futuro di una volta, ma si realizzerà quel “No future!” profetizzato trent’anni fa.

I’m not it: fuck it!

Italiche lamentazioni | by kzk | lunedì 26 febbraio 2007 - 17:32

Fuck it! Perché anche noi ci associamo alle critiche verso il nuovo attesissimo portale che ci presenta al mondo, Italia.it, costato intorno ai 45 milioni di euro, per di più con un logo discutibile prodotto da un’agenzia americana. Ora, non siamo paladini del nostro campanile, ma quando è troppo è troppo.

E il problema, se arriviamo al nocciolo, non sono tanto le questioni tecniche, di navigabilità e accessibilità, sono i soldi spesi, questo è sicuro, ma ancora di più l’incolmabile distanza che separa il politico dalla realtà: come idea, come concetto, come approccio.
Non c’è consapevolezza di come funziona la rete, del suo linguaggio e delle sue regole – soprattutto culturali – oltre che mancare completamente il senso della quotidianità che i cittadini di questo Paese vivono nella penisola, sempre meno cittadini e sempre più sudditi (che se torna Lunardi tornano i manganelli, per i No Tav, dichiara un democratico Pecoraro Scanio: quindi non rompete i coglioni).

Beppe Grillo invocherebbe un reset. Ma è sufficiente?

(Badge realizzato da Zlog.it)

DICO et Ipse Dixit

Italiche lamentazioni | by Nemo | mercoledì 14 febbraio 2007 - 20:01

“E’ ormai evidente che le gerarchie ecclesiastiche hanno deciso di collocare i loro interventi e le loro iniziative in una dimensione che va ben al di là del legittimo esercizio della libertà d’espressione e dell’altrettanto legittimo esercizio del loro magistero.
Giudicano i nostri tempi con una drammaticità che fa loro concludere che solo una presenza diretta, non tanto nella società, ma nella sfera propriamente politica, può rendere possibile il raggiungimento dei loro obiettivi. E così espongono anche i loro comportamenti ad un giudizio analogo a quello che dev’essere pronunciato sull’azione di qualsiasi soggetto politico.
(…)
Nel momento in cui la Chiesa proclama che vi sono “norme inderogabili e cogenti” che non possono essere affidate alla volontà del legislatore, nega in queste materie l’autonomia e l’indipendenza dello Stato e sostituisce la propria sovranità a quella delle istituzioni pubbliche. Il patto costituzionale tra Chiesa e Stato viene infranto, quasi denunciato unilateralmente.
Questo è il quadro istituzionale e politico disegnato con assoluta nettezza dai molti interventi vaticani. Un quadro di rotture e di conflitti, davvero sovversivo delle regole costituzionali, con una delegittimazione a tutto campo delle iniziative di Governo e Parlamento che trasgrediscano ciò che la Chiesa, unilateralmente, stabilisce come “inderogabile e cogente”. Sapranno le istituzioni dello Stato rendersi conto di quel che sta accadendo? Non devono ritrovare solo l’orgoglio della propria funzione, ma il senso profondo della loro missione, la stessa loro ragion d’essere, che ne fa il luogo di tutti i cittadini, credenti e non credenti, comunque liberi e degni d’essere rispettati in ogni loro convinzione, e in ogni caso fedeli, come devono essere, alla Costituzione e ai suoi valori”

Tratto da “Se la Chiesa sfida la Costituzione” di Stefano Rodotà pubblicato sul numero odierno de “la Repubblica”.

Wi-MAX, iPhone & bye bye

Italiche lamentazioni,Permessi temporanei | by kzk | giovedì 11 gennaio 2007 - 14:17

Mentre San Francisco sta per diventare la prima metropoli interamente coperta da una connessione wireless gratuita, mentre la Apple presenta il suo nuovo (e fichissimo, va da sé) telefono, che è anche iPod e internet device, in Italia siamo come al solito alle prese con la triste commedia di un’ennesima innovazione tecnologica che sta per essere uccisa nella culla: il Wi-Max.
Le frequenze passeranno direttamente dalle mani dell’esercito a quelle degli operatori commerciali, lasciando sul campo la solita vittima: il cittadino.
Almeno pare che i costi di ricarica telefonica verranno eliminati. Pare, eh. Ma noi non ci accontentiamo mica.

Pirandello e Deledda: quasi fuori copyright

Italiche lamentazioni,Permessi temporanei | by kzk | lunedì 18 dicembre 2006 - 10:02

Con la fine dell’anno 2006 decadono i diritti di sfruttamento economico (termina il settantesimo anno solare dopo la morte dell’autore) riguardanti le opere dei Nobel Luigi Pirandello e Grazia Deledda che riteniamo patrimonio culturale inestimabile dell’intero genere umano.

Così recita una pagina del sito del Partito Pirata, sezione italiana, per lanciare una iniziativa che renderà disponibili le opere dei due autori italiani dal momento in cui saranno liberi da copyright.
Non solo, annuncia anche intendono “contribuire a bloccare ogni atteggiamento della Siae teso a risolvere al proprio interno la richiesta degli eredi Pirandello di prorogare i 70 anni di legge per un periodo pari alla durata del conflitto bellico (sei anni e 9/10 mesi).
Il Presidente Siae ha infatti già dichiarato che secondo lui, per accettare tale richiesta, è sufficiente il giudizio dell’Ufficio Studi SIAE che interpreti estensivamente una convenzione internazionale del 1994.”
La battaglia sulle norme che regolano il copyright sta cominciando a farsi interessante anche in Italia, finalmente; ma quanto tempo ci vorrà prima che si cambi qualcosa a livello legislativo, adattando una legge nata in altri tempi alle necessità di oggi?
O forse che, oltre a una trappola Disney, è pronta anche una trappola Pirandello?

Anonime patetiche parole

Italiche lamentazioni | by kzk | mercoledì 13 dicembre 2006 - 15:27

Basta pagare per comprare lo spazio per un necrologio sul giornale.
E il giornale certo non controlla chi scrive cosa: prende i soldi e pubblica.
Così succede che sul Resto del Carlino del 12 dicembre trovi spazio un necrologio per Pinochet, che gli rende onore, come salvatore del Cile dal comunismo e combattente dalla parte del bene. La firma è di una sedicente Associazione Amici del Cile; in pratica, anonima, visto che di questa associazione non pare esserci traccia.
Vigliacco e patetico rigurgitino fascista, che però porta con sé falsificazioni storiche e menzogne.
E forse è meglio ricordare cos’è successo a partire da quell’11 settembre 1973.

Da un cielo grigio di piombo
piovevano lacrime di rame,
il Cile piangeva disperato
la sua libertà perduta.

Ma un popolo non può morire, non si uccidono idee
sopra una tomba senza nome, nasceva la coscienza.
Mentre l’alba dalle Ande rischiara i cieli,
cerca il suo nuovo nido una colomba bianca.
(Nomadi, Salvador)